03 febbraio 2015

Io sostengo il talento italiano: Intervista a Barbara Risoli

Ciao, Barbara Risoli. Ben venuta nel mio piccolo spazio.

Parlaci di te che che cosa fai quando non scrivi? Quali sono i tuoi interessi?
  • I miei interessi sono molteplici ed esulano dalla scrittura o dalla lettura. Amo per esempio cucinare, mi piace giocare con la PS3, mi diletto nel giardinaggio e guardo molta televisione con particolare attenzione ai telefilms polizieschi o ai documentari nei quali si parla di misteri alieni, archelogici, profetici. Insomma, non mi annoio mai.
Quale genere letteraio prediligi?
  • Mi piace leggere thriller (che non so assolutamente scrivere) e horror (che ho provato a esplorare nella scrittura con piccoli esperimenti).
A quale libro non rinunceresti mai?
  • All'Odissea, il mio verbo. Seguito dalla Divina Commedia, un capolavoro non solo letterario ma di estrema inimitabile fantasia, considerando il tempo in cui è stato scritto. Certo, è azzardato definirire fantasia la genialità di Dante, un uomo che ha rivoluzionato la lingua.
Quando è nato il tuo amore per la scrittura?
  • E' nato con me? Forse. Da bambina osservavo mia madte scrivere e ciò che desideravo di più era leggerla (ero piccina) ma anche imitarla. E così è stato, anche se lei scriveva generi diversi dai miei. A lei devo questo dono, il più bello che vale mille eredità.
Da dove trai ispirazione?
  • Da qualsiasi cosa: un pensiero, un'immagine, un momento, un accadimento. Il più delle volte scrivo ciò che mi succede, ciò che sono, ciò che vorrei essere; i miei romanzi sono velate metafore del mio essere, della mia vita, dei miei incontri. Una cosa posso dire di non fare, o almeno cerco di evitare: l'emulazione. Non traggo mai ispirazione da qualcosa di già scritto.
Cosa ne pensi del panorama letterario Italiano?
  • Relativamente al panorama letterario italiano ho smesso di pensare. Mi si perdoni, ma non rientra nelle mie corde. Non ne colgo il valore intrinseco, vedo cose che preferirei non vedere. Molto lentamente ho abbandonato il sogno di essere edita da una grande casa editrice optando con serenità e consapevolezza al self publishing che permette di esprimermi a modo mio, con le mie argomentazioni, con il mio genere. Purtroppo dilaga una specie di febbre sessuale cui io non tengo dietro. Pur con un tentativo neppure venuto male di erotico (sotto pseudonimo), questo genere mi è difficoltoso, pur leggendolo per avere un'opinione da esporre. Tuttavia, al di là del genere e a parte qualche eccezione, vedo che il valore del talento non ha più molta importanza e quindi mi rivolgo a chi può cogliero: il lettore.
E di quello straniero?
  • Anche il panorama straniero propone degli stereotipi cui poi gli itaiani fanno riferimento. Non posso valutare il valore narrativo originale di un autore straniero, essendo lo stesso tradotto, ma posso affermare che anche oltre confine mi sa che a dilagare c'è la stessa febbre.
Che cosa senti di suggerire ad un autore esordiente?
  • Mi sento di consigliare il self publisging in e-book. Rischioso ma decisamente più libero e poi (e scusate se spunta la ragioniera che sono) certamente più remunerativo. Non si parla grosse cifre, ma le stesse vengono pagate e di questi tempi non è cosa da poco.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
  • Progetti ne ho, ma il tempo mi blocca e quindi non lo so quando potrò realizzarli. Diciamo che come autrice storico sentimentale, sto pensando a una storia che si svolga durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo avere sfiorato la Prima con un mio romanzo.
    Certamente continuerò a sperimentare i racconti brevi che ho avuto modo di far conoscere durante le festività natalizie e che mi hanno dato una inaspettata soddisfazione.
    Ho inoltre in sospeso un romanzo molto particolare scritto con un collega di altissimo livelo che io stimo e rispetto, tale Paolo Federici. Ma non posso dire molto, solo che lui ama i salti temporali e le coincidenze e quindi... 

     



3 commenti:

  1. Beh, non posso non ringraziare la padrona di casa per questa intervista!

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  2. Una bella intervista, utile per conoscere meglio un'autrice interessante come Barbara, che già ho avuto modo di apprezzare leggendo un suo romanzo.
    Complimenti alla padrona di casa, quindi, che le ha dato questa possibilità.

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  3. Grazie Miriam e grazie ancora a te Barbara

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