14 ottobre 2016

LE INTERVISTE DEI SOGNATORI ERRANTI


DIANA MISTERA

 
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Ciao Diana, come in ogni occasione ti chiediamo una breve presentazione e partiamo con la prima, classica domanda: com' è nata in te la passione per la scrittura?

 

D: Scrivo da sempre. Da piccola mi piaceva inventare storie, crescendo mi sono appassionata alla poesia e alle storie brevi, e così ho iniziato. La mia prima storia breve la scrissi per una fanzine internazionale, dedicata agli Alphaville.

 

Diana, vuoi parlarci in generale dei tuoi lavori, presentandoli brevemente in ordine cronologico? Appartengono tutti allo stesso genere?

 

D: Allora io nasco come poeta e quindi il mio primo libro è stato una silloge poetica in lingua inglese dal titolo Wingless. Devo dire che Wingless ha preso un’importanza maggiore con il passare degli anni perché grazie a questa silloge nel 2011 sono stata contattata per un progetto nazionale multiculturale in cui poeti finlandesi hanno tradotto poeti stranieri. Progetto che è durato quattro anni e che ha visto la pubblicazione da una casa editrice finlandese l'anno scorso.

Io scrivo genere gotico soprattutto nelle poesie questo si nota molto.

Quando mi sono trasferita in Finlandia, iniziai a lavorare ad un racconto breve in lingua italiana Il Signore delle Ombre, che sto riscrivendo. Il Signore delle Ombre è Stato un esperimento che ho fatto. Avevo letto un racconto breve della mia autrice preferita: Anne Rice, e seguendo il suo esempio creai Il Signore delle Ombre.

Orpheus invece nasce da una conversazione che ho avuto con colui che ha prestato il volto al protagonista. Erano diversi anni che lo avevo in mente, ma solo quella sera, davanti ad un bicchiere di vino rosso, mi si srotolò la trama. Nacque come un libro unico, ma poi mi resi conto che sarebbe stato troppo lungo quindi decisi di suddividerlo in tre libri. Il secondo volume  anch'esso sarà pubblicato da Lettere Animate in seconda edizione, si intitola Il Demone dello Specchio. Il terzo è ancora in lavorazione.

 

 Diana, è più facile esprimere se stessi con poesie o con racconti e/o romanzi?

 

D: Nei racconti e nei romanzi puoi nasconderti fra i caratteri che crei, nelle poesie invece, almeno per quanto mi riguarda, mi metto a nudo. Per me è più facile esprimere me stessa attraverso la poesia.

 

 

Diana, in una precedente risposta hai citato gli Alphaville. Per noi autori spesso la musica è molto importante per trovare ispirazione e anche concentrazione durante la scrittura dei testi. E' così anche per te?

 

D: La musica per me è fondamentale, ogni capitolo è marcato da una canzone e a secondo di quello che devo scrivere scelgo la musica. Spesso mi trasmette delle immagini che poi elaboro nella storia che sto scrivendo o nei dialoghi. Non potrei scrivere senza la musica.

 

Diana, scrivere è una forma di cura verso se stessi?

 

D: Per me lo è. Soprattutto questa seconda edizione di Orpheus lo è stata più di altre . A luglio è venuto a mancare mio padre e quindi ho dato a lui uno spazio più ampio in questa edizione. Spazio che nella prima versione non aveva. Io scrivo anche poesie, quindi sì, per me è davvero una cura. Quando riesco ad esprimere a parole quello che sento dentro, è già un passo verso una convivenza più facile con me stessa.

Hai detto che scrivi nel genere Gothic Fantasy. Vuoi presentare in breve a chi non conosce questo genere quali sono i confini entro i quali si muovono i personaggi? L'ambientazione è confinata in un'epoca ben precisa o nell'immaginario oppure può essere anche contemporanea?

 

D: L'ambientazione di Orpheus è ai giorni nostri. Geena è una strega, e discende da una dinastia di streghe molto potenti, ma neppure lei se ne rende conto. Ha delle visioni, dei sogni e un incubo in particolare che la tormenta fin da piccola e che torna prepotentemente ad abitare le sue notti dopo l'incontro con il carismatico Orpheus che è una rockstar dal passato oscuro e che riserva molte sorprese. La trilogia l'ho progettata in un certo tipo di escalation e la parte gotica e fantasy va in crescendo. Infatti, nel secondo volume c'è l'incontro con un angelo caduto legato molto fortemente a Geena, e nel terzo ci sarà una battaglia fra demoni angeli e vampiri... quindi nel terzo volume ci saranno dei flash back sulle origini di Samyaza…e cosa lo lega alla nonna di Geena e a Geena.

 

 

Cosa ti affascina? Cosa ti avvicina e cosa ti porta ad amare tutto questo?

 

D: L'amore immortale mi affascina. Mi affascinano quelle creature che normalmente sono viste come outsiders, amo il romanticismo e la decadenza del genere Goth. Sono di origini inglesi, quindi ho passato la mia adolescenza a cavallo fra Londra e Torrita di Siena. Ampo Poe e Baudalaire... e ovviamente credo che non finisce tutto nel momento in cui il cuore smette di battere in questa carcassa. Amo il mondo spirituale e credo nella vita dopo la morte. In un certo senso io credo che noi tutti siamo immortali.

 

Diana, giacché ti cimenti anche nelle recensioni, come giudichi, nella media, la produzione letteraria di oggi? Che cosa apprezzi maggiormente in un libro e cosa invece detesti proprio nel modo di scrivere di un autore?

 

D: Secondo me un autore deve essere aperto. Non si è mai perfetti, nel momento in cui un autore pensa di aver raggiunto la perfezione, allora dico, meglio che si prende una pausa. Lo scrivere è un processo creativo, secondo me, in continuo evolvere.

 

Ringraziandoti di essere stata con noi e di aver risposto alle nostre domande, ti chiediamo di lasciarci come di rito con un #noiche, un #sognodelcassetto.

 

D: #noiche ci pieghiamo ma non ci spezziamo mai. La vita è una sola e va vissuta pienamente anche laddove  vorremmo dimenticare... sono parte di noi.

 

#sognonelcassetto fare di Orpheus un musical.

 

Estratto da Orpheus

 

Orpheus: «Siamo di nuovo sulla strada. Quando ho scelto di fare questo mestiere non immaginavo che la vita da nomade sarebbe stata così snervante. Girare il mondo, essere riconosciuto e desiderato da tutti, chi non lo vorrebbe! Invece, convivo ogni giorno con il senso di vuoto, con quell'incompletezza che mi assale alla fine di ogni concerto, nonostante i sorrisi e le battute. Mi manca casa mia, mi manca il mio letto, i miei spazi, una persona stabile con la quale dividere la mia esistenza. La musica è la mia vita non so fare altro, ma questa decisione sta avendo delle conseguenze che non avrei mai immaginato. Che brutto scherzo del destino essere circondato da migliaia di persone che ti adorano e sentirsi la persona più sola al mondo. »

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