31 maggio 2018

Segnalazione uscita. Jenny Anastan


TRAMA



Assist. Tiro. Goal. Palla al centro.
La vita di Alexander King è tutta qui, perlomeno adesso. Il suo mondo è andato in frantumi da poco tempo e, nonostante il successo, vive ogni giorno con un unico obiettivo: essere un bravo papà e giocare al meglio delle proprie possibilità. Non può, non deve lasciare spazio a nessun altro sentimento. Eppure, il destino non sempre tiene conto dei buoni propositi. Thea, la nuova e bizzarra tata di Sophie, scatena in King uno sconvolgimento destabilizzante, tanto da incrinare del tutto le sue certezze.
Ma è possibile ricominciare a sperare?
Alexander è pronto a fidarsi di nuovo?
E se il passato tornasse, presentando conti troppo alti?
Novanta minuti di gioco a volte sono sufficienti per portare a casa una partita, ma spesso si rischia tutto ai rigori. E quelli fanno male, un male terribile se non si è preparati.

Sport Romance
CONCLUSIVO


Segnalazione uscita. Lily Carpenetti:Romeo e Romeo.


TRAMA


Come nella famosa tragedia di Shakespeare, ci si trova davanti a un amore a prima vista, travolgente e impossibile da ignorare, tra due ragazzi dalle vite opposte.
Valerio è un sognatore romantico, innamorato dell'essenza dell'amore stesso, ma di famiglia agiata dalla mentalità ristretta, al limite dell'omofobia.
Elia invece è gay e si esibisce come Drag Queen in una discoteca.
Il loro amore cercherà di vincere le paure che loro stessi provano, per riuscire un giorno a sfidare le convenzioni sociali.

Prezzo Kindle € 2,90
Ed. cartacea € 10,00

https://www.amazon.it/Romeo-Lily-Carpenetti-ebook/dp/B07BGBS463/ref=mp_s_a_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85Z%C3%95%C3%91&qid=1527793531&sr=8-1&pi=AC_SX236_SY340_QL65&keywords=romeo%20e%20romeo&dpPl=1&dpID=51uNb7A2N4L&ref=plSrch




Silvia Maira: da scrittice romance all'esordio da autrice teatrale.



TRAMA


"A schifiu finiu" è una commedia in lingua dialettale scritta da Silvia Maira, scrittrice marsalese, che nasce come autrice di narrativa contemporanea di genere romance e che si cimenta per la prima volta in un testo teatrale.
E' una commedia brillante e divertente ambientata negli anni '70 in cui era ancora molto forte il rispetto del ruolo genitore-figlio, oggi forse venuto un po' a mancare.
Salvo e Mariuzza hanno cinque figli, ma Annina è la loro unica figlia femmina. Quando comunica ai genitori l'intenzione di voler sposare Giovanni Ciringiò, rampollo di buona famiglia, Salvo, in un primo momento, non si mostra molto favorevole. Successivamente supera i suoi timori infondati e decide di dare la sua approvazione al matrimonio. Da padre orgoglioso della propria figlia, progetta un matrimonio in grande stile, pur non avendo il denaro a disposizione. Decide di tentare la fortuna facendo una giocata al lotto. A venirgli incontro sembra essere un sogno il cui protagonista è il padre defunto. Salvo gioca un terno al lotto e, contando sulla vincita, inizia a fare castelli in aria.
Durante una cena con i "compari" Ciringiò, si discutono i particolari della cerimonia di nozze. Una classica chiacchierata davanti ad una tavola imbandita porterà Salvo e Mariuzza a parlare di vecchie situazioni mai risolte. Una parola tira l'altra e ne viene fuori un acceso diverbio, gli animi si scaldano, i caratteri siculi orgogliosi escono fuori e la coppia arriva quasi alle mani, davanti allo sguardo basito dei futuri sposi e dei compari. Sarà proprio il compare Antonio Ciringiò a tentare di riportare la calma ma...
Rimane tuttavia da ascoltare l'estrazione dei numeri del lotto.
Riuscirà Salvo ad organizzare alla figlia un matrimonio in grande stile?

Parlo con Silvia e le chiedo se ricorda qual è stato il momento preciso in cui ha deciso di cimentarsi in un testo teatrale dialettale.

Ho iniziato ad andare a teatro per assistere a delle opere e sono rimasta affascinata da quel mondo, dal sipario che si apre e inizia una sorta di magia. Le luci illuminano solo il palco e si avverte l'emozione palpitante degli attori.  Così è nata questa passione che è cresciuta al punto da cimentarmi con una commedia tutta mia.

Come mai hai deciso proprio di scrivere una commedia dialettale e non un testo drammatico?

Ci sono già i miei cinque libri a far commuovere i lettori, con la commedia vorrei far ridere e dimostrare a me e a chi mi segue che posso cimentarmi con un genere diverso.

Qual è stata la maggiore difficoltà durante la stesura?

Cimentarmi con la lunghezza di un atto teatrale. Ritengo che non debba essere troppo lungo, altrimenti lo spettatore rischia di annoiarsi, né troppo breve, si rischia di non assaporarlo.

"A schifiu finiu"...solo il titolo fa ridere. Da dove trova ispirazione?

Da una storia vera che mi ha raccontato mio nonno tanti anni fa. Ricordo che scoppiai a ridere a crepapelle. Spero faccia lo stesso effetto in teatro.

Chi è la compagnia "Smile"?

Ha diciassette anni di teatro all'attivo, una compagnia versatile che sa cimentarsi con i testi dialettali e con quelli impegnati. Una compagnia che ringrazio per aver creduto nel testo e per avermi dato fiducia, cosa non semplice dalle mie parti in cui la diffidenza verso i nomi meno noti regna sovrana!

Sento una nota di amarezza, mi sbaglio?

Non ti sbagli, l'importante è non lasciarsi smontare e continuare a credere in ciò che si fa.
Non mi resta che augurarti il meglio e dare l'appuntamento a venerdì 8 e sabato 9 giugno alle 21,30 all'Auditorium Santa Cecilia a Marsala.

26 maggio 2018

ROMANZO CRIMINALE

Oggi vi parlo di uno dei romanzi italiani che più mi ha lasciata senza parole e incollata alle pagine. Una storia che tratta di uno spaccato del nostro tempo.
Una storia vera ... incredibilmente vera...


GIANCARLO DE CATALDO

ROMANZO CRIMINALE

 
 
Romanzo criminale
                                 

Recensione

De Cataldo: ai banditelli la periferia non basta più

Marco Neirotti, Tuttolibri - La Stampa

Nascono e crescono nella periferia dolente e invadente di Roma. Nascono banditelli e crescono ambiziosi. Tanto che la periferia non basta più, è la capitale che li attira, ne vogliono essere i re. E’ così che gli eroi maledetti del Romanzo criminale danno l’assalto alla città, fra droga e prostituzione, videogiochi ed estorsioni, sequestri di persona e corruzione, fino alle peggiori collusioni con politica, mafia, servizi deviati.
E’ una bellissima storia, uno straordinario film. Ma, appena ti ci infili dentro, capisci che è cronaca giudiziaria di una dozzina d’anni di malavita vera nella capitale e non solo. E’ la storia della banda della Magliana - tra personaggi reali e altri inseriti ad arte, tra ammazzamenti che fecero scalpore e altri figli dell’inventiva del narratore - banda protagonista a partire da fine Anni 70 di notti e sangue e titoli di giornale.
Giancarlo De Cataldo è giudice di Corte d’Assise, con una vocazione al narrare, tra romanzi, racconti, sceneggiature, saggi e testi teatrali. In questo caso si è buttato in una sfida ardita: una vicenda che parte dalle sfilacciate fila di duri di borgata per arrivare a un intreccio nazionale da brivido, una quantità di personaggi che ti fanno temere di perdere il controllo del loro intersecarsi, una varietà di poteri in contrasto o in combutta che a chi non ha seguito con attenzione le cronache dell’epoca potrebbero far pensare a fantasia pura.
De Cataldo ricrea una Roma tanto ineccepibile quanto in bianco e nero. A colori ci sono loro, i ragazzi della periferia che si alleano, diventano gruppo, sognano di diventare «re» della capitale, guidati dal Libanese, l’uomo più riflessivo, lungimirante del gruppo, l’unico in grado di salvare una coalizione così sciagurata, aggressiva, fatta di egocentrici, egoisti, miopi del male.
Reggere oltre seicento pagine senza scivolare nel documentaristico, nel didascalico, non era facile. Invece scivolano via, gli anni della Magliana, tra balordi incerti e altri spietati, puttane di lusso e 007 sporchi più nella dignità che nella morale, boss mafiosi e politici. Mentre, scorrendo il tempo, incontriamo il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro, i sequestri di persona a scopo d’estorsione o a scopo politico, i funerali del grande statista, come Enrico Berlinguer, che a uno dei balordi fa pensare stupefatto: «Che cosa mai spinge centomila persone a strapparsi i capelli per un pezzo di carne morta?».
Su questo intreccio spaventoso, ma sciorinato con pazienza, lavorano un magistrato onesto ma pacato, fiducioso ma prudente, e un commissario tanto testardo, tanto kamikaze quanto intriso di umanità spicciola, debolezze e desideri, fierezza e abbandoni. E’ una battaglia che appare senza limiti di tempo: crescono, i ragazzi della periferia, crescono e ammazzano e stringono un patto straordinario, di quelli che appaiono inscindibili, come il fondo comune che pagherà la «stecca» a chi finisce dentro, che aiuterà le famiglie, che penserà agli avvocati onesti o più spavaldi, come quello che asserisce che «i processi non si fanno in aula ma fuori dalle aule».
Era onestamente difficile mettere su un romanzo così denso, così affollato di persone (eppure non te ne scordi nessuno di questi Sorcio, Freddo, Dandi, Ranocchia, Nero) così come di agguati, trattative, corruzioni e commistioni. De Cataldo ci è riuscito usando l’esperienza di giudice come memoria da cui pescare, ma comportandosi da narratore puro, libero, svincolato da qualsiasi ricostruzione saggistica o giudiziaria. Ed è per questo che racconta una macabra epopea del male da dentro, senza giudizio mai sugli uomini, ma rappresentandoli nella loro quotidiana grandezza esterna e miseria interna, fino allo sfaldarsi del branco, al ritorno a un individualismo che era il punto di partenza. Romanzo e, insieme, verità su cui fermarsi a pensare.

RECENSIONE

Leggere questo genere di storie riesce sempre a scatenarmi una miriade di sentimenti contrastanti.
Partiamo dalla bravura dell'autore che è riuscito a centrare l'attenzione su fatti storici di un periodo buio tutto italiano che non si studia a scuola e spesso è sconosciuto o approssimativo nelle coscienze di chi non ha vissuto il periodo storico in prima persa.
Una storia densa di moment importanti che hanno segnato le vite di chi in quel periodo temevano per la loro sicurezza nessun luogo era al sicuro nessun soggetto era esente perché era sufficiente trovarsi a camminare nella strada sbagliata per perdere la vita.
Da questo romanzo sono seguiti film e serie televisive di successo che hanno portato alla ribalta criminali spietati che hanno inchiodato l'Italia alla paura.
Leggiamole queste storie, impariamone l'essenza per comprendere il passato e migliorare il nostro futuro.

CONSIGLIATO

Risultati immagini per 5 stelle

STEPHEN KING

STEPHEN KING

UNA SCATOLA DI BOTTONI PER GWENDY

 
 
La scatola dei bottoni di Gwendy
 
 
SINOSSI
 
 
Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.
 
 

Che cosa accomuna una ragazza che non si arrende e un seducente uomo in nero? una cosa preziosa: la scatola dei bottoni di gwendy.

 
STEPHEN KING vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media.
 
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SEGNALAZIONE

LA CRUDA VERITA'

J.S. FINLEY

 
La cruda verità
 
 
SINOSSI
 
 
Trama:

A volte hai bisogno della cruda verità.

Jake.

Brent è sexy, ma ciò non ha importanza quando non si può avere ciò che si desidera. Loro due hanno preso strade diverse, dopo l’esercito, ma Jake non riesce dimenticare… Nell’esercito la regola è “non lasciare un uomo indietro”, però è questo ciò che ha fatto, quando è fuggito da Brent. Forse non è stata la reazione migliore, ma non poteva affrontare la verità. Ora ha una seconda occasione e non vuole mandare di nuovo tutto all’aria, invece, vuole un’occasione con Brent.

Brent.

Forse c’è qualcosa tra lui e Jake, ma Brent non può chiederglielo, e Jake non ne parla perché nell’esercito essere gay è un male. Il tempo guarisce tutte le ferite. Questo è ciò su cui Brent scommette, quando i due si incontrano tra le montagne del Tennessee. Brent spera di poter ricostruire la loro amicizia, ma se ci fosse l’opportunità di avere qualcosa di più, sarebbe più che pronto a coglierla.
 
 
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CONSIGLIATO AGLI AMANTI DEL GENERE M\M


SEGNALAZIONE USCITA

OLIMPIA PETRUZZELLA

 
 
 
SINOSSI
 
Un ex violinista che detesta la musica classica, una giovane editor divorziata che si sente sempre inadeguata e non sa cosa vuole dalla vita, un attore gay e viziato che cerca di rovinare il matrimonio del suo migliore amico, famoso sceneggiatore, anch'egli gay e in crisi col marito. A legare queste vicende è Diana, giovane sceneggiatrice che, nonostante la sua esuberanza e i modi franchi e gentili, non riesce a lasciarsi andare del tutto nelle relazioni con gli altri. Il bullismo psicologico che ha subito al liceo le ha, infatti, lasciato addosso un senso di disagio da cui non riesce a liberarsi.
 
 
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