25 luglio 2020

STORIE DI DONNE

Buongiorno a tutti, oggi per la rubrica STORIE DI DONNE voglie presentarvi la Dottoressa
SILVIA ZANELLATO.
Una donna fantastica che ha conseguito la sua laurea parlando di ENDOMETRIOSI.
Conosciamola




Presentazione

Mi presento: ho appena compiuto 30 anni, sono nata in provincia di Ferrara, ma per questioni lavorative 5 anni fa mi sono trasferita in città, dove ho appena comprato casa.
Nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Farmacia, ho affrontato l’Esame di Stato e un mese dopo trovavo lavoro come farmacista nelle parafarmacie di proprietà di Coop Alleanza 3.0 a Ferrara, dove attualmente vivo. Qui ho avuto modo anche di fare parecchia esperienza nel campo dietetico e nutraceutico: alimenti per celiaci, intolleranti, vegani, sportivi... Trovando un particolare interesse in questo ambito ho deciso così di iscrivermi al Master Universitario di I livello in Scienze dell’alimentazione e dietetica applicata dell’Università telematica della Sapienza di Roma, il più consigliato in Italia in questo momento. Quest’anno di studio mi ha formata per dare un consiglio ancora più professionale nel mio lavoro oltre che ad aprirmi nuove prospettive.

Come nasce l’idea della tesi?
Il tema della mia tesi mi riguarda in prima persona: nel 2015 mi è stata diagnosticata endometriosi, più precisamente una cisti di 26 mm sull’ovaio sinistro più alcune piccole lesioni probabilmente a livello del retto che mi creavano dolore insopportabile durante il ciclo. Mi ritengo comunque fortunata avendo avuto miglioramenti importanti in questi 5 anni di terapia, che ha ridotto estremamente i dolori e le dimensioni della cisti fino a 18 mm. Al tempo della diagnosi non sapevo praticamente nulla riguardo la malattia, mi ricordo che la presi molto male, forse proprio per la paura verso qualcosa che non conoscevo. Per questo mi iscrissi subito al gruppo Endometriosi Community che credo sia un utilissimo supporto per ognuna di noi, oltre a studiare ed approfondire sempre di più l’argomento per interesse personale.

Hai incontrato difficolta?
Affrontando questo tema ho trovato una sola difficoltà: essendo ancora una patologia poco conosciuta e poco studiata solo fino a qualche tempo fa, il materiale reperibile è veramente poco in confronto ad altri argomenti.

Cosa ti ha colpita di più nella fase di questo studio?
Le cose che mi hanno colpita di più sono in primo luogo aver trovato ancora così poche sicurezze sulle cause e le cure di questa patologia, nonostante l’avanguardia raggiunta dalla ricerca nel 2020 e il numero in grande aumento di donne colpite negli ultimi anni. Non nascondo il mio disappunto dopo aver constatato come l’endometriosi possa incidere in maniera così pesante sulla vita e di come spesso possa essere frutto di infelicità, insoddisfazione e discriminazione sul lavoro e nella vita.
Pensi che l’endometriosi sia un problema solo femminile?
L’endometriosi è un problema assolutamente femminile, ma purtroppo spesso influisce drasticamente sulla vita sessuale e non, diventando un problema di coppia.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Per la legge italiana non sono abilitata a prescrivere diete, in ogni caso ho alcuni progetti in mente. Vorrei iniziare iscrivendomi all’Associazione Farmacisti Esperti in Nutrizione, aprire una mia pagina Facebook ed Instagram a tema, oltre che farne di questa passione un lavoro come consulente di educazione alimentare e nutraceutica, di integratori alimentari e di dieta antinfiammatoria soprattutto contro l’endometriosi in regime di prestazione occasionale. Veramente ancora troppe poche persone sanno che potente strumento possa essere la dieta associata alla medicina per mantenerci in buona salute oltre che per combattere malattie.

SEGNALAZIONE

Sei mesi di prova

 Federico Fantini




Genere: romanzo umoristico, tragicomico, fantozziano
Link Amazon:
Dettagli tecnici:
• Copertina flessibile: 190 pagine
• Editore: PubMe (20 luglio 2020)
• Collana: Gli scrittori della porta accanto
• Lingua: Italiano
• ISBN-10: 8833666158
• ISBN-13: 978-8833666150


Biografia, quarta di copertina e sinossi 
Federico Fantini, classe 1990, è un personaggio che, non riuscendo a scovare un autore che parlasse di lui, ha deciso di diventare autore di se stesso e di scrivere un’autobiografia sul suo rocambolesco esordio nel mondo del lavoro. Non pago di essere nato e cresciuto nella città di R., ha pure trovato impiego a pochi chilometri da casa, perla gioia di sua madre, dalla quale ha un’intensa dipendenza psicologica. Ha una sorella maggiore, Emilia, e due nipoti scatenati. Gli piace chiacchierare con gli amici davanti a una birra e ha un rapporto controverso col caffè. Ha una passione sfrenata per i fumetti della Marvel e il sogno di un contratto a tempo indeterminato nella sua azienda, la “prima in Italia nel suo settore”. Riuscirà a ottenere il tanto agognato posto fisso? Riuscirà a entrare nelle grazie della sua responsabile, Paola Zara? 
Questo è il suo primo libroe, se non succede più nulla di folle, se la girandola di colleghi e parenti che lo circonda si darà una calmata, sarà anche l’ultimo.
Estratto

L’azienda è grande, una delle più grandi di R., e tiene un intero isolato, nella zona industriale. È costituita da una serie di edifici grigi, prefabbricati, uno accanto all’altro. Dico il mio nome al sorvegliante.
«Fantini» scandisco. «Federico Fantini. Il dottor Sgherla, il mio responsabile, mi attende per oggi. Devo prendere servizio» specifico con un pizzico di intimo orgoglio. Penso: Ancora non mi conoscete, ma presto capirete che ormai sono dei vostri! e sorrido tra me e me.
Il guardiano, chiuso nella sua divisa verde come una specie di militare, controlla il mio nome su una lista e poi alza verso di me uno sguardo sospettoso:
«Non c’è. È sicuro che fosse proprio oggi?»
Sbatto le palpebre.
«Sì, certo. Il Personale mi ha convocato per questa mattina. Devo prendere servizio» ripeto, e comincio a entrare in ansia. Avrò capito male? Non era oggi? Avrò sognato tutto, compresa l’assunzione?
«Ricontrollo» fa quello, flemmatico fino a farmi saltare i nervi. «Fantini, ha detto?»
«Sì» ripeto speranzoso.
«No, non c’è.»
«Come?» inizio ad angosciarmi. «E allora che si può fare?»
«Non so.» 
Il guardiano ha un’espressione impassibile. «Torni un altro giorno.»
Ho le mani che sudano.
«Scusi ma quando arriva un ospite di solito come fate?»
«Quando arriva un ospite di solito telefoniamo a quello che lo attende.»
Attingo a tutto il mio self-control:
«E allora, cortesemente, può telefonare al dottor Sgherla
Il guardiano sbuffa come se gli avessi chiesto di fare qualcosa di improbabile, tipo di prendere una fetta di luna e di servirmela su un piatto con uno spicchio di limone.
«Provo.»
Mentre compone il numero, altri impiegati, intorno a me, stanno entrando nel cortile e attraversano dei tornelli dopo avere strisciato il loro badge. Un altro guardiano, in piedi, li osserva con occhio di triglia e controlla che tutto si svolga in modo regolare. Quand’ecco che una donna visibilmente incinta tenta di entrare evitando i tornelli e viene subito fermata dal piantone:
«Dove sta andando, lei? Perché non passa dai tornelli come gli altri?»
La donna incinta sbuffa, alza gli occhi al cielo e prende fiato, come se si apprestasse a fare una cosa che le dà parecchio fastidio:
«Perché l’RSPP, il responsabile del servizio prevenzione e protezione, mi ha VI-E-TA-TO di passare in mezzo ai tornelli, visto che sono incinta e potrei farmi male» spiega con una voce cantilenante e con l’intonazione esausta di chi ripete la stessa storia tutte le sacrosante mattine o quasi.
Il guardiano la scruta con occhio bovino e sembra non vederla nemmeno:
«Ha un certificato di gravidanza?»
La signora rovista nella borsa, tira fuori un foglio spiegazzato e glielo sbatte sotto gli occhi.
«Ah, okay, vada pure» commenta il guardiano, impassibile.
Sento la futura mamma imprecare sommessamente mentre si allontana:
«Non è possibile, tra un mese nasce, come fa a chiedermi se sono incinta… tutti i giorni? Idiota… Crede forse che io mi diverta a girare con un cuscino sotto il vestito?»
Mi sfrego gli occhi e ancora non ci credo. Nel frattempo il mio guardiano mette la testa fuori dalla guardiola:
«Il dottor Sgherla alla scrivania non c’è. Non risponde.»
«E quindi?» dico a mezza voce.
«Torni più tardi» mi anticipa lui.

24 luglio 2020

Cover reveal: "Sesso, Hawaii e cliché" di Barbara Parodi


Titolo: Sesso, Hawaii e cliché

Autore: Barbara Parodi

Editore: ode edizioni

Prefazione a cura di Livia Sarti

Genere: chick-lit

Prezzo ebook: € 2.99

Prezzo cartaceo: € 12.99

Data pubblicazione: 30 luglio

Autoconclusivo: sì





Sinossi:
Se esistesse un incipit adatto a questa storia, parafrasandone uno famoso, sarebbe il seguente: 
È una verità universalmente riconosciuta che se nella casella della posta trovi una busta quadrata in carta spessa e di colore avorio qualcuno che ti conosce ti vuole male.
Tutto ha avuto inizio con quella dannata lettera, ma diamine! Se tornassi indietro l'aprirei ancora cento volte.





Biografia:
Nel Febbraio del 2020 assieme alla amica e collega Anna Russo decide di aprire la O.D.E. Edizioni: una piccola e dinamica casa editrice con tanto entusiasmo.
Proprio sotto il marchio O.D.E. pubblica la divertente commedia romantica Sesso, Hawaii e cliché.







Recensione "Anima e corpo" di Simona La Corte



Miranda Visconti è una giovane e talentuosa stilista che ha lasciato Palermo per stabilirsi a Londra, la città che le ha offerto il lavoro dei suoi sogni. Nella Carter’s Hall, una delle più celebri case di moda londinesi, ha l’occasione di essere ingaggiata come costumista dei Black Hearts, la rock band più popolare dell’ultimo decennio. Nella vita privata, Miranda ha sempre ostentato un atteggiamento compassato nei confronti degli uomini, ma l’incontro con Benjamin Sander, il dissoluto frontman della band, le cambierà la vita.
Benjamin Sander ha vissuto un’esistenza piena di sregolatezze, finché la bella Miranda non metterà in discussione tutto, per primo il suo cuore blindato.
La forza prorompente dell’attrazione reciproca obbligherà entrambi a perdere il controllo su loro stessi.
Una storia d’amore intensa e sofferta, di passione e tormento. Perché, a volte, un grande amore ha bisogno di compiere giri immensi.

Recensione a cura di Silvia M.

Il romanzo Anima e corpo racconta la storia di un incontro che si trasformerà in una grande passione, quella tra la talentuosa stilista palermitana Miranda e il cantante Benjamin Sander, idolo di una band, uomo dalla vita sregolata e dissoluta. I due non possono essere più diversi, ma come sempre gli opposti si attraggono. L'attrazione tra i due, nonostante i differenti modi di vivere, è irresistibile. Miranda però non è una delle solite donne di Benjamin, lei è una donna da amare. 
Benjamin non sa cosa voglia dire essere innamorato, il suo cuore è granitico e sembra che prima di Miranda nessuno sia riuscito a scalfirlo. Nasconde un passato da dimenticare, qualcosa che lo fa soffrire che non ha mai confessato a nessuno. Ma Miranda è un'altra cosa, è la sua donna, si scopre geloso e innamorato per quanto gli risulti difficile ammetterlo.
La storia tra i due è come un giro sulle montagne russe, va avanti tra alti e bassi, da momenti di grande passione a clamorose rotture in cui i due soffrono, si allontanano, prendono strade diverse, incontrano altre persone, per poi incontrarsi di nuovo, avere intensi confronti spesso dolorosi.
C'è in questo romanzo, che è un romanzo d'amore ad alto contenuto di eros, un'attenta cura della psicologia del personaggio. In particolare Benjamin è un personaggio difficile, indomabile, che lotta con se stesso, contro il suo essere uno spirito libero, innamorato di Miranda e al tempo stesso impaurito, un personaggio che tenta di fuggire ma che poi desidera tornare sui suoi passi.
Miranda è profondamente innamorata di quest'uomo che le ha rivelato tutte le sue sfaccettature, un uomo capace di amarla immensamente e di farla soffrire contemporaneamente.
Una storia che prende il lettore, che incuriosisce e che vi stupirà nel finale.


12 luglio 2020

Recensione "Il rubino intenso dei segreti" di Viviana Picchiarelli


“Il rubino intenso dei segreti” è un ritratto spietato e senza filtri su dinamiche familiari viziate da menzogne e silenzi colpevoli in cui le figure femminili giocano il ruolo di carnefici più o meno coscienti.
Il romanzo fa parte delle pubblicazioni a marchio registrato WOMEN@WORK, nome del gruppo letterario fondato nel 2009 dalla scrittrice umbra Costanza Bondi.

RECENSIONE A CURA DI SILVIA S.


Un romanzo intenso, come dice lo stesso titolo, che racconta le vicende di una famiglia di vitivinicoltori, la famiglia Capotosti.
I protagonisti del romanzo sono burattini nelle mani di un unico burattinaio, Olivia Capotosti, una donna algida, con un forte carattere.
Una famiglia matriarcale, quella dei Capotosti, in cui Olivia ha un forte potere decisionale sull’azienda e anche sulla vita dei figli, Gianfranco ed Enrico.
Una famiglia che dietro un falso perbenismo, dietro una facciata di apparente perfezione, nasconde segreti inconfessabili, verità mai svelate che portano con sé dolore.
A farne le spese sarà la nuova generazione, Michele e Greta, i figli di Gianfranco e di Enrico, cresciuti nella menzogna.
Quando la malattia dell’Alzheimer colpirà Olivia Capotosti, l’equilibrio dell’azienda già precario conoscerà un lento ma inesorabile declino.
La malattia farà scivolare Olivia in un lento oblio, in una vita fatta di silenzi e di assenze, la trasformerà in un corpo vuoto senza memoria e senza identità e morendo porterà con sé i segreti mai confessati.
Tuttavia, la verità tornerà a galla e lo farà in modo drammatico e violento, come un fiume che rompe gli argini e travolge tutto ciò che incontra.
La storia di una famiglia complicata che soffrendo saprà trovare la forza di ritrovare se stessa
I personaggi, tutti ben caratterizzati, soffrono per tormenti interiori, sebbene per motivi diversi.
Sono proprio i tormenti dell’anima a fare da filo conduttore al romanzo.
L’autrice ci fa conoscere personaggi sofferenti, in lotta con se stessi, con i propri desideri, che vivono di nostalgia o di amarezza per ciò che avrebbero potuto avere e che non hanno avuto.
I sentimenti vengono vissuti in modo forte: odio, amore, rabbia, nostalgia, malinconia, tristezza, paura.
Dietro a tutto ciò l’attaccamento alle tradizioni di una vetusta famiglia, a ciò che negli anni si è costruito con il sacrificio e le rinunce, l’amore per la propria terra tramandata di generazione in generazione.
L’autrice si sofferma a descrivere con dovizia di particolari la malattia dell’Alzheimer, che priva di memoria e di identità riducendo un corpo ad un mero involucro senza passato, e al disturbo della personalità con particolare riguardo al problema della personalità bipolare borderline.
Problemi entrambi attuali che, per qualche istante, fanno mettere da parte la trama e le articolate e complesse vicende dei Capotosti, per riflettere su temi importanti.
Il linguaggio, in genere semplice e scorrevole, diventa tecnico e ricercato quando l’autrice parla della tradizione vitivinicola, delle tecniche di coltivazione e produzione del vino e delle strategie di marketing.
Un romanzo nel complesso ben scritto che si fa leggere velocemente per la trama interessante, non scontata, ma soprattutto ricca di colpi di scena.


Silvia M.


29 giugno 2020

LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE

Oggi voglio parlarvi di un romanzo simpatico, dinamico e frizzante che sono certa vi farà compagnia in questa estate diversa e bizzarra.
Curiosi? 

SILVIA MAIRA 
IMPREVISTI D’AMORE 


Descrizione

Mary e Tina, sorelle siciliane, vivono insieme in Toscana.
Mary, giovane assistente universitaria, è stata sedotta e abbandonata dal suo professore, l’affascinante René Dupois, per il quale aveva lasciato il suo fidanzato storico alla vigilia delle nozze.
Tina, invece, l’amore vero lo ha trovato in Gianna.
Per aiutare la sorella a riprendersi dalla forte delusione, Tina organizzerà una gita.
La meta sarà proprio la Sicilia e quel paese d’origine che ha criticato aspramente le scelte di vita delle sorelle.
Entrambe si troveranno a doversi confrontare con i genitori, con le dicerie del paese e con il passato che qualche volta ritorna prepotente, insinuando dubbi e insicurezze.
Una commedia brillante e leggera che cerca di rispondere alla domanda: “ma poi, l’amore che cos’è?”

RECENSIONE

Vi siete mai chiesti “Che cos’è l’amore”?
Silvia Maira prova a darci una risposta con la sua commedia brillante edita MORE STORIE.
Partiamo dall’inizio prestando attenzione e non spoilerare i contenuti.
Le due protagonista, sorelle siciliane, lasciano la loro terra per andare a vivere in Toscana abbandonando così le dicerie del paese, il pregiudizio e il loro passato.
Due donne diverse con due storie appassionate.
La mia preferita è Tina che lotta come un leone per il amore Gianna, e per aiutare sua sorella Mary ad affrontare una cocente delusione d’amore.
Ma dal passato si può sfuggire?
SIlvia ci fa immergere nei panorami della bellissima Sicilia con affascianti descrizioni, ma ci porta anche a riflettere sul pregiudizio e i rapporti famigliari.
Lo fa senza appesantire il lettore, con un modo brillante, semplice e diretto.
La sua scrittura, come sempre, è fluida, pulita e le descrizioni dei personaggi e dei luoghi soddisfano i palati più raffinati.
Una storia che vale la pena di essere letta, per la sua freschezza, attualità e un pizzico di ironia che non guasta mai.
Consigliato.




28 giugno 2020

LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE

Il caldo inizia a farsi sentire, la voglia di evasione e di libertà ci abbraccia. Che cosa vogliamo fare? Leggere e rilassarsi.

DORA L. ANNE 
COLPA DELLE FATE 


Descrizione

Esiste l’amore senza etichette? Quello che arriva come un tornado, ti schioda da terra e ti rende libero dalle catene?
Adriel, a diciannove anni, non si è mai posta questo problema. Cantare è la sua vita. Poi un incidente cambia tutto. La famiglia e la voce vengono a mancare in un colpo solo. E, come se non bastasse, si ritrova catapultata nelle grinfie di Reed, socio del padre, che viene nominato suo tutore per il tempo necessario a definire la situazione.

Alcune battaglie rendono indistruttibili. Altre invece travolgono tutto, tanto che rimanere in piedi è impossibile.
È così che si sente la nostra protagonista.
Fragile. Sola. Incompresa.
Non è facile decifrare le ragioni del cuore, specialmente quando vent’anni di differenza sembrano troppi. E le malelingue tante.
O forse no? Forse l’amore ha un linguaggio universale per tutti. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dai sogni.


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