12 dicembre 2017

Noi che a Natale...


Natale è senza dubbio la festa più attesa dagli italiani insieme alle ferie d’estate.
E’ il momento della riflessione. Si tirano le somme e si fanno progetti per l’anno nuovo.
Si fanno buoni propositi, nuove promesse. Alcune verranno mantenute, altre saranno presto dimenticate.
#noiche a Natale ci sforziamo di essere in sintonia col mondo, spegnendo però la radio il giorno dopo... (Loredana Conti)
Ed è inevitabilmente il tempo in cui ci si abbandona ai ricordi di tempi passati, di tante feste di Natale trascorse con quelle persone che non ci sono più, la cui mancanza si sente più forte proprio nelle giornate di festa, quando le famiglie si riuniscono, quando ci si siede tutti alla stessa tavola.
#noiche abbiamo qualcuno da ricordare durante le feste. Qualcuno che non c’è più e il cui pensiero struggente rende a volte malinconico il Natale.

#noiche siamo inguaribili nostalgici, vecchi “baby boomer” che la mattina di Natale ci emozionavamo davanti a una porta dal vetro smerigliato, dietro cui riuscivamo a distinguere il tremolio delle luci e i contorni dei pacchetti adagiati a terra sotto l’albero.

Noi che, diventati adulti, non perdevamo i passaggi dello spot targato Coca Cola, con decine di ragazzi di etnie diverse a comporre un abete virtuale, per unire la nostra voce al jingle pubblicitario che diffondeva quelle strofe imparate a memoria.

Il tutto, ovviamente, “in magica armonia”…  (Eugenio Nascimbeni)


#noiche abbiamo la lacrima facile e vorremmo avere la possibilità di un ultimo abbraccio, un ultimo sguardo a chi hai amato e ha fatto altre scelte

Il Natale è una festa che dona speranza, che trasmette serenità dando qualche volta la sensazione che tutto possa migliorare. (Michele Sbriscia)
Il Natale è una festa che dona speranza, che trasmette serenità dando qualche volta la sensazione che tutto possa migliorare.
#noiche A Natale vorrei abbracciare il mondo. (Annabelle Lee)
#noiche... anche questo Natale si lavora . Il Natale è la festa che amo di più perché tutto diventa magico .(Ramona Asurdoae)
Ed è la festa dei regali, la corsa al regalo perfetto, più originale, quello che saprà disegnare sul volto di chi lo scarterà un’autentica espressione di stupore.
#noiche a Natale ci affanniamo alla ricerca del regalo perfetto che non sarà mai quello giusto per chi lo riceve. (Giovanna Russo)
E’ la festa dei bambini che aspettano con ansia Babbo Natale, il nonnino magico che a bordo di una slitta trainata da renne fa scendere i regali dai comignoli dei camini.
Ed è una magia che si rinnova ogni anno, nonostante la società cerchi di far crescere i piccini prima del tempo.
#noiche la festa comincia sera del 24 col cenone di pesce e poi... tutti a preparare il latte per babbo Natale (Angela Parise)
#noiche quest'anno abbiamo fatto la letterina per babbo natale. Ero più emozionata io che mia figlia. (Irene Catocci)
#noiche seduti su una sediolina di gommapiuma, avevi gli occhi che ti brillavano perché Babbo Natale ti aveva portato una pistola, un cinturone, una stella e un cappello da cowboy! (Michele Sbriscia)
#noiche ce ne stavamo seduti per ore sotto l’enorme albero di Natale, a cercare di capire cosa contenessero quei pacchi tutti colorati, aspettando la grande notte in cui li avremmo aperti... (Li Sogna)

#noiche fin da bambini chiedevano in regalo dei libri... Forse è banale ma io lo faccio ancora oggi!! (Irene Milani )
E anche noi torniamo un po' bambini curiosi di scartare il regalo che si trova per noi sotto l’albero.
Poi magari volgiamo lo sguardo al cielo e speriamo che sia un Natale perfetto, magari con tanta neve, proprio come nei film.
#noiche a Natale come i bambini aspettiamo la neve, ma poi arriva sempre dopo!!! (Cristina Bevilacqua)
C’è chi poi ricorda il sapore più intimo del Natale, quello che si va perdendo. Quando le famiglie si recavano alla messa di mezzanotte per adorare la nascita di Gesù Bambino.
#noiche a Natale cercavamo di rimanere svegli per andare a cantare alla messa di mezzanotte! (Clara Cerri )
C’è chi vive il Natale come un momento per rallentare i ritmi e godersi appieno piccoli momenti…
#noiche a Natale... vorremmo semplicemente starcene al calduccio davanti al camino acceso, con il plaid caldo sulle ginocchia (uhm... sì, questo fa molto "nonna"😁😁😁); dicevo... il caminetto, il plaid, una tazza di the bollente, un bel libro in mano, ovviamente.
E invece? E invece... niente... ma solo perché non ho il camino. ( Gloria Pigino)
E chi invece non desidera altro perché ha già tutto ciò di cui ha bisogno.
#Noi che ...ringraziamo di essere tutti insieme ancora un altro anno. (Lavinia Frenda)
C’è però chi vivrà il Natale con una nota di tristezza perché chi desidererebbe avere accanto è invece lontano magari per lavoro.
#noiche a Natale aspetteremo una tua telefonata con il satellitare della nave, con la voce che va e viene solo per sentirti dire che va tutto bene. (Daniela Tresconi)
Io vi lascio con un mio #noiche...
#noiche a Natale ci ritrovavamo tutti a casa dei nonni per stare insieme e giocare a tombola.
Se ho potuto scrivere questa pagina è solo grazie al contributo degli utenti del gruppo Sognatori Erranti, che tra queste righe hanno donato un pezzetto di sé.
A loro vanno i miei più cari, sinceri e affettuosi auguri di Buon Natale!
Silvia M.












03 dicembre 2017

SteamBros Investigations: L'armonia dell'imperfetto

SteamBros Investigations: L'armonia dell'imperfetto

ALASTOR MAVERICK

L.A. MELY

Dettagli prodotto
 
SINOSSI
 
Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell'agenzia "Hoyt Brothers Investigations". Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.
 
 
RECENSIONE
 

"Nessun dettaglio è posto in tal punto a caso... Vi è sempre un destino a imporre la sua presenza"

In una fumosa Londra Vittoriana,  in una notte qualunque Emma, la sorella maggiore di Nicolas e Melinda Hoyt, sparisce misteriosamente, dopo questo evento i due bambini sono affidati allo zio, un bibliotecario che li cresce come fossero suoi. Da quel momento tutto cambia. Divenuti adulti i due fratelli diventano investigatori privati, dalle menti fini e scaltri osservatori del dettaglio dando vita alla SteamBros Investigations. Emma è il personaggio muto di questa storia, colei che trascina e modella gli eventi. Il suo ricordo è vivo, palpitante nel cuore dei suoi fratelli.
 
 

"Aprire gli occhi è spesso lo sforzo più duro della giornata, ma una volta fatto bisogna aver la coscienza di tenerli aperti nel modo più efficiente possibile o conviene rimanere a dormire"

I personaggi sono descritti nel dettaglio sia nella loro fattezze che   nel carattere ed è uno dei punti di forza di questo romanzo. In alcuni momenti della lettura sono riuscita a vederli intenti a osservare il dettaglio, a studiare, pensare e analizzare. I loro movimenti rituali, gli scambi di sguardi complici tra fratelli, tutto questo mi ha portata ad amare pagina dopo pagina questa storia scritta in modo magistrale.
 

"Inutile travestire un angelo da demone... per quanto tu possa incipriarlo e coprirlo di candide piume trasuderà sempre odore di zolfo"

 

Due fratelli che hanno costruito un destino che si fonda su un dolore comune. Ho amato il dettaglio e l'approfondimento del vissuto di entrambi i personaggi. Lui pacato, donnaiolo e spregiudicato, ma al tempo stesso educato come si conviene per l'epoca storica. Lei schiva, poco avvezza alle frivolezze femminili, all'amore e al lasciarsi andare alla deriva dei sentimenti. Una donna ossessionata dal dettaglio fino allo sfinimento.

 

Quando i pensieri si ammassavano al punto di assumere la consistenza di una nube di piombo, Melinda aveva un posto dove andare a liberare la mente dalla coltre fumosa che nascondeva il vero.

 
Una storia accattivante, una trama densa che si snocciola e prende vita. La scrittura è fluida, notevole e mai banale. Insomma una lettura che consiglio a tutti, anche  a chi non si e mai approcciato a questo genere NON NE RIMARRA' DELUSO.
 
LINK
 
 
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28 novembre 2017

THE DARK ZONE SPAZIO AUTORI

 BLOG TOUR : TAPPA COLORI

 

DEBORA MAYFAIR

 

CUORE DI NEVE

 
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ROSSO
Il colore rosso è simbolo del sangue e dellenergia vitale sia mentale che fisica. Luso di questo colore aiuta a combattere le energie passive infondendo una straordinaria forza psichica e motoria. Il rosso simboleggia lestroversione e la forza di volontà. Il rosso è sinonimo di forte passionalità, di grande personalità e di fiducia in se stessi.
Il rosso è il colore di chi ha voglia di vincere e brama di potere.
 
MATTHEW
Il colore rosso lo rappresenta perché questo personaggio è molto sicuro di sé ed è dotato di una forza di volontà diciamo “prorompente”… al punto da arrivare a influenzare volontariamente gli altri finché non fanno quello che vuole.
 
 

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BLU
Il significato del blu è legato al cielo, all’acqua del mare, dei laghi e di tutte le grandi distese dacqua. Il colore blu aumenta lattenzione delle persone e li predispone ad essere più attenti e ricettivi. Simbolo di armonia ed equilibrio, il colore blu ha la capacità di rilassare lindividuo e di normalizzargli la frequenza del battito cardiaco e della pressione. Riduce lo stato dansia e porta equilibrio alla sfera emotiva. Quando guardiamo il cielo ci sentiamo sereni.
Il blu é il colore di chi è dotato di profondi sentimenti e di un equilibrio interiore stabile.
Il blu scuro rappresenta la calma totale.
 
ÉTIENNE
Essendo un Re della Persuasione, è sempre tranquillo e certo di ottenere tutto ciò che vorrà. Ha subito un grave lutto, eppure riesce a mantenersi in equilibrio senza lasciarsi trascinare dagli eventi. Inoltre è il punto fermo di Margot: senza il suo sostegno lei si sentirebbe persa.
 
 
VIOLA
Se sogni il colore viola, significa che hai bisogno di intimità ed affetto e ti senti attratto da ciò che è mistero e magia.
Il viola è il colore di chi predilige le sensazioni forti e tende ad identificarsi con il prossimo. Eapprensivo, impacciato, ma nello stesso tempo vuole essere compreso. Il colore viola accresce la capacità creativa e la fantasia e quindi chi ama il viola è amante dellarte. Tale persona è anche intelligente, umile, prudente e saggia.
Vive di emozioni a discapito della razionalità.
 
MARGOT
Si sente attratta sin da subito dalle capacità “insolite” di Bianca, e ha perso sia la famiglia che il fratello in combattimento. Costretta a fuggire, non ha amici e tutto quello che desidera è avere una vita normale, delle amicizie vere che colmino il vuoto occupato dalla perdita dei suoi cari. Prova delle emozioni forti, ma non riesce a viverle appieno a causa di un sigillo di cui non è ancora a conoscenza.
 
NERO
Il nero nei sogni rappresenta un momento di cambiamento e di grande trasformazione.
Chi sceglie il nero rinuncia a tutto e protesta energicamente contro una situazione che non è come egli vorrebbe che fosse. Si ribella alla sorte, rischiando di agire in un modo precipitoso ed irrazionale.
E' il colore del buio, della morte, del male e del mistero, ci parla del vuoto, del caos e delle origini, è controbilanciato dal suo opposto, il bianco, simbolo di luce: il dualismo luce/oscurità non si presenta in forma simbolica morale finchè le tenebre primordiali non si siano divise in luce e buio, quindi all'inizio dell'esistenza, esso non è rappresentante del male in senso univoco.
Nella tradizione simbolica quindi l'idea delle tenebre non ha ancora significato negativo, perché corrisponde al caos primigenio dal quale può nascere ogni cosa, esso è infatti associato all'invisibile e all'inconoscibile, quindi anche alla divinità creatrice originale, o la scintilla iniziale da cui tutto si è palesato, alla faccia nera della LUNA  o alla luna nera.
 
BIANCA
La protagonista del romanzo non può che sentirsi rappresentata da questo colore: oltre a essere il suo colore preferito, la descrive alla perfezione. La sua stessa vita è dominata dal caos legato alla perdita dei suoi ricordi, vive costantemente in bilico tra luci e ombre, rischiando di cedere al gelo che la renderebbe un Incubo.
 
 
ORO
Il giallo è il colore più luminoso, dà un'impressione di leggerezza e di gaiezza. Il giallo, è evocatore. Come il rosso, il giallo aumenta la tensione, aumenta i batti del polso e la respirazione, ma lo fa in modo meno regolare. Il giallo si riflette, irradia, la sua è una gaiezza impalpabile. Il giallo manifesta una personalità aperta e indica rilassamento o potere. Dal punto di vista psicologico, il rilassamento è una liberazione da tutti i problemi, da tutte le contrarietà. il giallo è il simbolo del calore del sole, della gaiezza, della gioia. la sua percezione sensoriale è il piccante, il suo contenuto affettivo una volatilità piena di speranza.
 
HALLBJÖRN
Guidato dal suo carattere tranquillo, questo personaggio è positivo e tendenzialmente rilassato. È sicuro di quello che vuole e sa come ottenerlo. Persiste nel suo ottimismo e si rifiuta di credere ai vaticini di Bianca, la quale lo avverte più di una volta di un possibile futuro negativo per entrambi.
Buona lettura
 
Daniela
 


Recensione in anteprima. Il Dipinto di Gloria Pigino.


SINOSSI


Un vecchio baule, alcune lettere ingiallite e una foto in bianco e nero.
Un misterioso dipinto, smarrito nell’oblìo del tempo e dei ricordi.
Gli ingredienti per una storia avvolta dal mistero sono tutti racchiusi in un romanzo evocativo e sensuale, in cui presente e passato si intrecciano e si fondono.
Un viaggio letterario che ci accompagna lungo le stradine del Monferrato, tra le colline del Piemonte, fino a catapultarci in Irlanda, in un antico maniero, tra suggestive atmosfere e scenari da brivido.
A poche settimane dalle nozze, la futura suocera dona a Eleonora il corredo di famiglia, contenuto in un vecchio baule. Al suo interno, la ragazza trova uno scrigno in cui sono custodite alcune lettere ingiallite, risalenti al Secondo Dopoguerra, e una foto in bianco e nero di una neonata. Il destinatario della missiva è Ascanio, bisnonno di Alessandro, suo futuro marito. Ma chi è la misteriosa Bel che ha firmato quelle lettere cariche d’amore? E chi è la bimba ritratta nella foto? C’è un solo nome, “Adelle”, sul retro della fotografia, e una data, 1947.
Eleonora e Alessandro iniziano le loro ricerche, che li condurranno in Irlanda. Qui, in un antico maniero avvolto da un’aura suggestiva, verrà loro svelato il mistero che ruota intorno alle lettere e a un misterioso dipinto, che pare nessuno abbia mai visto. È davvero esistito o è frutto dell’immaginazione popolare? E se esiste, dove si trova?
Le vicende sono narrate seguendo due stili e due registri linguistici differenti, per una precisa scelta dell’autrice.
Eleonora parla in prima persona, al presente, e narra le vicende accadute ai giorni nostri.
Ciò che è successo nel Secondo Dopoguerra viene, invece, raccontato in terza persona al passato, quasi come fosse una favola, da un narratore esterno.
Due rigorose scelte linguistiche per dare il giusto ritmo a una narrazione in cui il lettore non è solo semplice spettatore, ma viene preso per mano e accompagnato, insieme ai personaggi, in quello che si rivelerà un viaggio emozionante, in cui la suspense la farà da padrona.


Recensione

Le colline piemontesi del Monferrato, rese vive nelle dettagliate descrizioni della scrittrice, fanno da sfondo alle vicende del romanzo. Eleonora e Alessandro Tenaglia sono la coppia del momento, prossimi alle nozze, hanno raggiunto un importante riconoscimento per il loro lavoro. Alessandro è l’erede dei Tenaglia, una delle più note famiglie di viticoltori e tra quei vitigni è nato e cresciuto, ereditando dal padre e prima ancora dal bisnonno, la passione per la produzione e la creazione di vini pregiati. Condivide il suo lavoro e il suo successo con la madre Francesca e con la sua Elly. La capacità descrittiva della Pigino è davvero straordinaria, ciò non solo per quello che riguarda il paesaggio raccontato con una tale maestria che il lettore avrà quasi l’impressione di essere davvero stato in quei posti, a passeggiare per le stradine del Monferrato e tra le stanze della vetusta tenuta Tenaglia, ma anche per quanto riguarda gli odori.
Durante la mia lettura ho avuto quasi l’impressine di percepire l’odore del mosto e del vino conservato nelle botti, sono riuscita a vederne il colore e il riflesso, ho avuto quasi l’impressione di aver realmente visitato le cantine Tenaglia e passeggiato tra file di grandi botti di legno antiche.
Ciò che rende il romanzo degno di attenzione è il delicato intreccio che corre su due livelli temporali paralleli: i giorni nostri e il secondo dopoguerra.
Tutto inizia il giorno in cui Francesca decide di donare alla nuora il suo corredo, quello buono ricamato da abili mani, conservato in un baule in soffitta. Nascosto tra pregiate lenzuola e tovaglie c’è un cofanetto che contiene lettere ingiallite che hanno tutta l’aria di essere state conservate lì perché nessuno li trovasse. Elly e Francesca sono curiose, le rigirano tra le mani, le leggono e scoprono che sono indirizzate da una certa Bel ad Ascanio, il bisnonno di Alessandro. Tra quelle lettere è custodita anche la foto di una bambina. C’è un solo nome, Adelle, sul retro della fotografia, e una data, 1947.
Chi sono Bel e Adelle? Francesca scava tra i ricordi cercando di far affiorare aneddoti e particolari, tuttavia non ricorda nulla di veramente interessante al di là del nome di una villa abbandonata da decenni, vicina alla tenuta Tenaglia, villa Arabella.


“Quella che una volta doveva essere un’elegante tinta pastello ha lasciato il posto a un colore sbiadito, che ricopre la dimora con una coltre di tristezza. Alcune delle persiane che nascondono le ampie finestre sono semiaperte. Probabilmente opera delle intemperie. Alla fine del vialetto, ciò che rimane di una fontana. Il marmo ricoperto dal muschio. I gradini che conducono all’ingresso sono ricoperti da rami secchi, trasportati dal vento. Sul retro della villa, tutte le persiane sono chiuse. L’ingresso principale è stato sprangato. Anche il muro di cinta che circonda la villa è ricoperto di muschio. Un’insidiosa vegetazione ne lambisce i muri. Ogni singolo mattone, ogni centimetro di questa antica dimora, sembra rimandare a qualcosa di remoto, ormai dimenticato. Un periodo passato e, ahimè, perduto.”
La villa nominata anche da Bel nelle sue lettere non aggiunge nulla di nuovo per comprendere il mistero delle lettere.
La stessa figura del bisnonno Ascanio sembra essere avvolta da un’aura di mistero per quanto riguarda il suo passato.
“Sembra quasi che tutto ciò che riguarda Ascanio sia avvolto dal mistero. Diceva che, quando lavorava sotto il sole, nella vigna, non stava mai a torso nudo, a meno che non fosse da solo».
«Forse per una questione di pudore».


«No, Eleonora. C’è dell’altro. Pare che chi l’ha visto abbia notato degli strani segni…».
«Segni?»
«Sì, segni. Sulla pelle. Sulla schiena, in particolare».
«Dovuti a cosa?».
«Vorrei saperlo. Gli anziani del posto parlavano di strani riti, di sabba, ma sono solo dicerie». 
Cosa lega Bel e Ascanio?
Ad un certo punto tra le chiacchiere e i ricordi spunta la storia di un misterioso quadro che sembra avesse dipinto Ascanio.
Quel dipinto potrebbe avere un ruolo in tutta quella vicenda, anzi potrebbe esserne la chiave di volta.
Dov’è quel quadro? Esiste ancora? Cosa raffigura e chi lo custodisce?
Tutto ciò incuriosisce moltissimo Elly che decide di iniziare una sua indagine per districare la matassa.
Sono domande che il procedere della lettura rivelerà e lo farà in un modo totalmente coinvolgente, anzi direi avvolgente. La scrittrice presenta i personaggi  uno ad uno, racconta le loro vicende, i sentimenti e il travaglio interiore. Il lettore si affeziona, si sente coinvolto, partecipa ai loro drammi.
La storia oltre che sue due livelli temporali si svolge anche in un due luoghi diversi. Gloria Pigino ci porta in Irlanda, tra le mura di un antico e austero castello in cui sono troppe le porte chiuse a chiave che nascondono segreti mai svelati. Un castello che si trova a strapiombo sul mare che a sua volta è stato, involontariamente, testimone di un dramma.
“Il Dipinto” non è il racconto puro e semplice di una storia d’amore, ma la storia di una famiglia, di segreti mai svelati, di verità venute a galla in modo violento e che hanno avuto conseguenze drammatiche.
“Il Dipinto” è la storia di un grande amore, forte più del tempo, capace di affrontare indicibili difficoltà e tuttavia non in grado di superarle perché si scontra contro un muro di cinismo, crudeltà, egoismo. Contro una mentalità retrograda e maschilista che distrugge tutto e offende perfino la vita stessa.
 “Il Dipinto” racconta, descrive, trasmette emozioni, coinvolge. Ed è tante emozioni insieme: è la storia dolcissima di un amore senza fine e uno straziante grido di dolore che lacera l’anima.
Tutto ciò raccontato con garbo e stile, con una penna elegante, con un lessico ricercato e una straordinaria capacità descrittiva, come già detto prima.
La penna Pigino è cresciuta e “Il Dipinto” ne è l’esempio.
Il romanzo è curato in ogni dettaglio, dalla prefazione  con una poesia che anticipa in versi quello che poi leggeremo nel corso della storia, alla cover realizzata di proposito per il libro.
Gloria Pigino infatti ha cercato il volto della sua protagonista tra decine di modelle, ne ha scelto una e lei sarà per i lettori Bel.






I miei complimenti ad un self, dall’editing perfetto, che meriterebbe di emergere nel mare dei self e che non ha nulla da invidiare ai romanzi pubblicati dalle grandi CE.


Silvia M.