14 ottobre 2017

IN CUCINA CON DANIELA

TAGLIATELLE AI FUNGHI PORCINI

Questa ricetta ha per un profondo valore affettivo. I profumi dell'autunno e di casa. la ricerca dei funghi nei boschi e l'entusiasmo, preparare l'impasto per la pasta all'uomo  e immergere le mani nella farina morbida. Creare qualcosa di bello, qualcosa che sa di famiglia.
 
 
 
Risultati immagini per funghi porcini
 
 
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
 
 
Per le tagliatelle
 
 
Farina 00 250 gr
 
 n 2 uova fresche grandi
 
1 cucchiaio di acqua
 
 
Per il sugo
 
funghi porcini 500 gr
olio extravergine di oliva 50 gr
prezzemolo 10 gr
aglio 2 spicchi
brodo vegetale 250 gr
sale integrale q.b.
pepe nero in grani (macinarne qb)
 
 
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Preparate la pasta all'uovo.
 
In una terrina versate la farina, le uova intere e l'acqua. Mescolate energicamente fin quando non avrete creato una pallina liscia, spolveratela di farina e adagiate su un canovaccio. Per stendere l'impasto potete avvalervi di una macchina apposita, in commercio potete trovare moltissime varietà più o meno costose, avete l'imbarazzo della scelta. Se invece, decidete di usare un mattarello dividete la vostra pallina in due e procedete a stendere la pasta. Vi consiglio si appoggiarvi su un piano ben infarinato.
 
 
Risultati immagini per stendere la pasta con il mattarello
 
 
Quando avrete raggiunto lo spessore desiderato in base al procedimento che avete scelto dovrete:
 a) montare il rullo adatto sulla macchina per la pasta, passare all'interno la sfoglia ottenuta sostenendola con una mano mentre con l'altra posta al di sotto del rulla poggerete le tagliatelle che si andranno a formare.
 
b)  piegate la sfoglia creando un "rotolo" e,  con un coltello ben affilato, tagliate la parte in "fettine" di circa 1 cm.
 
 
Risultati immagini per tagliatelle con coltello
 
 
PER IL CONDIMENTO
 
 
Pulite bene i funghi porcini, grattando via con un coltellino la terra dalla base del fungo. Con una piccola spazzola dalle setole molto morbide, spazzola i funghi cercando di eliminare tutta la terra che vi è attaccata e in ultimo sciacquali velocemente sotto un getto di acqua corrente fredda. Non lasciare mai i funghi in ammollo nell’acqua, altrimenti ne assorbirebbero troppa, come le spugne, rovinando il sapore.  Tagliate i funghi a fettine dello spessore di 3-4 mm.  In una padella, versate l’olio extravergine e l’aglio schiacciato, fate rosasolare e unite i funghi. Lasciate cuocere per circa 10 minuti, a fiamma media, aggiungendo il sale. Spegnete, prelevate una piccola parte di funghi e mettete da parte, nella padella unire qualche foglia di prezzemolo precedentemente lavata e tagliata grossolanamente. Con i funghi messi da parte create una crema usando un frullatore a immersione. A parte cuocete la pasta e scolatela al dente. fate saltare in padella le vostre tagliatelle e unite la crema di funghi. Servire ben caldo e...
 
Buon appetito.
 
 


10 ottobre 2017

Recensione Il mio Matador di Lina Giudetti.



TRAMA

Dopo aver ritrovato l'affetto del padre, Aura comincia a diventare una ragazza più forte e soprattutto riesce a sconfiggere la bulimia. Sente tuttavia il bisogno di diventare anche indipendente e un giorno decide di trasferirsi in Spagna, a Valencia, dove viene assunta a lavorare come receptionist in un albergo. A causa della delusione d'amore ricevuta dal suo "Angelo", è ancora diffidente nei confronti degli uomini e pensa che rimanere single sia la cosa migliore finché il suo percorso di vita non incrocia quello di Ricardo de la Vega, un famoso matador che inizialmente le sembra tutto l'opposto di quello che le piace in un uomo poiché lo ritiene rozzo e sboccato, per quanto irrimediabilmente sexy, bellissimo e perfino divertente oltre che una continua scoperta e sorpresa… vengono entrambi coinvolti in una girandola di emozioni finché Angelo non si ripresenta nella vita di lei…

RECENSIONE


Il mio Matador è il sequel de Il mio Angelo.
Per ricordare dove eravamo rimasti…
 Cresciuta con una madre alcolizzata ed egocentrica, abbandonata dal padre da piccola, Aura, una volta adulta, riversa il suo amore e il suo affetto su Angelo, un medico odontoiatra per il quale lavora. Si innamorerà perdutamente di lui e grazie alla sua comprensione inizierà un lento e faticoso cammino per combattere il grave disturbo della bulimia.
Tuttavia anche Angelo le riserverà molto dolore. Aura sarà ingannata e tradita. In preda alla disperazione avrà un brutto incidente. Si ritroverà in un letto di ospedale con accanto il padre.
In questo nuovo romanzo  la protagonista Aura ha superato i problemi di bulimia grazie al ritrovato rapporto di affetto con il padre, rapporto che ha colmato il suo disperato bisogno d’amore. Sebbene non ha notizie della madre, Aura ha adesso una famiglia, suo padre, la sua compagna e i figli avuti da loro. In Francia, dove si è trasferita da Roma, Aura completa i suoi studi e trova un equilibrio nel cuore e nell’anima.
Tuttavia, sente il bisogno di vivere la sua vita e di fare nuove esperienze e decide di accettare un posto di lavoro come receptionist a Valencia.
Nonostante le perplessità del padre, timoroso per le sorti della figlia, Aura sente addosso la serenità di poter ricominciare una nuova vita da qualche parte, sebbene le macerie del suo rapporto con Angelo siano sempre lì, in qualche angolo del suo cuore.
La ragazza non dimentica l’amore provato per lui, non dimentica la loro relazione, ma non dimentica nemmeno il dolore che lui le ha arrecato.
Una volta a Valencia, Aura inizia il suo lavoro e conosce nuova gente. Invitata dalla sua amica Carmen, andrà ad assistere alla sua prima corrida. L’amica è fan di Ricardo De La Vega, un matador molto amato e ammirato. Gode di fascino e gode di ammirazione smisurato da parte del pubblico femminile.
Aura non ama le corride e istintivamente nutre una sorta di avversità nei confronti di Ricardo.
Anche a Valencia, Aura non avrà vita facile. Dei problemi sul lavoro di una certa gravità la costringeranno a cambiare mestiere, trovandosi per qualche tempo disoccupata.
In ogni momento difficile della sua vita, il suo pensiero corre ad Angelo e quasi automaticamente ritorna a pensare alla loro storia e al dolore provato per la fine del loro amore. Angelo c’è sempre, anche se lei non lo vuole ammettere, anche se lo disprezza, anche se ne parla male. Aura infatti racconta la sua storia alle sue nuove conoscenze. Vuole convincere se stessa o gli altri che Angelo è una cattiva persona?
Perché continua a ricordarlo continuamente? Per amore e per un dolore non ancora del tutto superato?
La vita intreccia le sue fila e in seguito ad una serie di circostanze, Aura troverà posto come cuoco proprio nella cucina di un ristorante il cui proprietario è Ricardo De La Vega.
In questo modo potrà conoscerlo meglio. Apparentemente sbruffone e anche un po' rozzo, Ricardo in realtà ha un cuore nobile e un animo buono. E’ altruista ed è impegnato in prima persona in molte associazioni umanitarie. E’ un clownterapist e vive con passione questo impegno che considera una missione.
Chi è Ricardo? Cosa nasconde dietro quell’aria a tratti romantica, a tratti sbruffona?
Aura lo conoscerà pian piano, rimanendo coinvolta lei stessa nel progetto di clowterapist. Vedrà Ricardo all’opera, lo vedrà sorridere e piangere per i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico. Finché un giorno, quasi senza accorgersene si ritroveranno innamorati.
In questa fase della storia, ho trovato Aura un personaggio complesso e non facile da comprendere.
Aura ha amato ed è stata ferita, quindi ha paura di amare di nuovo per paura di essere ferita.
Sa di essere innamorata di Ricardo, ma continua a fare paragoni con Angelo.
Ricardo tuttavia si dimostra il compagno ideale. Amante passionale e travolgente, amico con cui sfogarsi, fidanzato presente, affettuoso, romantico e premuroso.
Anche Ricardo nasconde grandi dolori, anche lui ha sofferto per amore, ma la sua è una sofferenza diversa da quella di Aura, non è frutto di tradimento o inganno.
La storia che fino a questo punto sembra essere lineare ma mai scontata, che sembra seguire i canoni della storia d’amore a lieto fine, conosce un incredibile colpo di scena.
Dal passato ritorna Angelo e Aura lo incontra a Valencia, sebbene in circostanze drammatiche.
Sembra essere pentito per il male che le ha fatto, desidera con tutto se stesso riportare indietro il tempo.
E Aura come reagisce? Adesso lei è la fidanzata felice di uno degli uomini più ambiti e più ricchi.
Senza anticipare nulla sulla storia, posso dirvi che Aura mi è apparsa in tutta la sua debolezza. Aura non è una protagonista idealizzata. Aura è umana, è una donna con le sue incertezze e le sue debolezze, una donna con i suoi timori e le sofferenze che le fanno da bagaglio.
Di fronte ad un uomo che la ama e uno che torna dal passato pentito e pronto a ricominciare, Aura perde di vista se stessa, si confonde e compie il più grosso degli sbagli.
Di cui poi lei stessa si rende conto in un secondo momento.
L’autrice dice in un punto che esistono due tipi d’amore: quello altruistico, come quello di Ricardo, che ha un solo scopo, farla stare bene e renderla felice. E quello egoistico di Angelo, che pensa al proprio appagamento e, se posso dire la mia, a far tacere in qualche modo i suoi sensi di colpa.
La vita intreccia i nodi e, qualche volta, con la sua imprevedibilità, decide per noi.
E  la vita, alla fine, per Aura deciderà per il meglio.
Una novità inaspettata, darà alla nostra protagonista la possibilità di vedere la situazione dalla giusta angolazione e da lì poter leggere con chiarezza nel suo cuore.
C’è sempre una seconda possibilità, soprattutto se è amore vero!
Romanzo affascinante, non solo per la trama, ma anche perché ci dà la possibilità di conoscere una parte della cultura spagnola. Le corride, che per molti di noi, possono essere considerate come uno spettacolo violento, per gli spagnoli fanno parte della loro cultura. La stagione delle corride è forse (spero regga il paragone) come quella del nostro campionato di calcio!
Conosciamo anche degli intercalari del linguaggio spagnolo, dei modi di dire, delle forme espressive.
Infine, ma non ultimo, il libro presenta un’ottima descrizione di luoghi, ambientazioni e paesaggi.
Mi è sembrato quasi di passeggiare a Las Arenas!



Silvia M.



 
5 fiammelle dell'amore*

(*le fiammelle dell'amore indicano la presenza di scene hot.)








07 ottobre 2017

IN CUCINA CON DANIELA

SALVIA FRITTA

con la pastella e birra

Risultati immagini per salvia fritta alla piemontese
La salvia fritta è un piatto sfizioso, croccante e gustoso. Facile e veloce, l'unica accortezza è quella di scegliere le foglie più belle e carnose.
INGREDIENTI
Foglie di salvia, circa 40
Birra fredda 200 ml
Farina rimacinata 100 gr
Sale marino integrale qb
Olio di arachide
PROCEDIMENTO
Lavare sotto l'acqua fredda le foglie di salvia e poi adagiarle su un piano foderato di carta da cucina assorbente. In una ciotola versare la farina e lentamente la birra. Mescolare il composto con una frusta in quando ne risulterà un composto vellutato e omogeneo, aggiungere sale.
In una padella antiaderente versare l'olio di arachidi e portarlo a temperatura mentre si intingono le foglie nella pastella. Immergere le foglie di salvia nell'olio ( ricordate sempre che non bisognerebbe mai friggere a una temperatura inferiore a 160 gradi e superiore a 180). Quando le foglie risulteranno di un bel colore dorato, toglierle dalla padella e riporle su carta assorbente.
Servire calde e buon appetito.
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CURIOSITA'

La salvia, come molte spezie, è una pianta conosciuti sin dall'antichità e utilizzata sia per le sue proprietà benefiche, sia per riti magici . Le foglie di salvia vengono bruciate nei riti di purificazione degli ambienti. Gli antichi romani la consideravano una pianta sacra e, per  questo, la sua raccolta era accompagnata da un rito e da sacrifici. Alcuni, ritenevano che la salvia avesse il potere di resuscitare i morti. nella medicina popolare per le sue proprietà benefiche sull'apparato gastro intestinale, per le sue proprietà anti-piretiche e in cosmesi.

Una pianta dalle mille sfaccettature tutta da scoprire.
BUON APPETITO
DANIELA



06 ottobre 2017

Cover prima classificata nella gara di Sognatori Erranti: Il Pentacolo-Legacy of Darkness di Miriam Palombi.


Sinossi
Malcom sa che il tempo sta finendo. Non gli resta molto da vivere e con la sua morte nessuno proteggerà il sottile equilibrio tra il mondo del paranormale e quello della scienza. L'antico ordine del Pentacolo ormai è decaduto, ma l’uomo tenterà il tutto per tutto affinché Londra non cada nel caos. Un pugno di uomini dalle strane facoltà, potranno sostituirlo, lo sa, i suoi poteri glielo hanno detto. Ma raggiungerli e convincerli ad abbracciare il loro destino non sarà facile, né indolore. Stone Temple House attende tutti loro, il pentacolo inciso nella pietra li aspetta. Il simbolo è in attesa di essere aperto ancora una volta, in attesa della scintilla che riporterà tutto alla luce.



Estratto

  "Esiste un mondo nascosto. Una realtà nella quale convivono comuni mortali, esseri fuori dall’ordinario e automi. Un luogo dove il mistero e il paranormale sono tangibili e si contrappongono a tecnologia e scienza in un perpetuo equilibrio tra Bene e Male. Un pugno di uomini ha il compito di mantenere inalterato questo precario equilibrio. La natura li ha dotati di poteri straordinari originando all’interno dei loro corpi sorprendenti mutazioni. Il loro intento è contrastare l’egemonia della tecnica e scongiurare la creazione di un universo privo di ogni dogma morale. Per quanto assurdo vi possa sembrare, credetemi, là fuori esiste un mondo in cui si compiono mirabili prodigi. Dove l’impensabile è possibile e dove l’impossibile è reale. Se leggerai queste poche righe, saprai di essere il prescelto"








LUCA ALESSI


VI PRESENTO LUCA ALESSI


 

Mi presento sono Luca Alessi, sono nato in provincia di Torino e il 27 febbraio 2015 ho pubblicato il mio primo ebook, “Caos”. Leggo di tutto, dai thriller agli horror ai saggi, e le mie passioni sono: lettura, scrittura, footing, fitness e alcune volte la pesca. Ma parliamo del mio libro: Tutto è iniziato in una giornata estiva come tante, era il 2013. Un po’ per gioco un po’ per curiosità mi sono cimentato a scrivere qualcosa, e in un batter d’occhio mi sono ritrovato a riempire una pagina, poi un’altra e un’ altra ancora, fino ad arrivare giorno per giorno al termine del libro. Il genere del suddetto ebook è di genere thriller soprannaturale, il che significa che mescola elementi tipici del thriller (colpi di scena, intrighi), che portano il lettore a forti emozioni e avvenimenti appunto soprannaturali che vanno al di sopra della natura.

 
 
 
 
Caos di [Alessi, Luca]
 

SINOSSI

 

Nella contea inglese di Devon, precisamente nella cittadina montana di Talon city, strani omicidi si susseguono a catena.
Ogni cadavere presenta un foro nel petto e due v incrociate marchiate sulla fronte. A capo delle indagini si trova lo sceriffo Rudolf Maier, che scosso da un’inquietante visione, rinuncia al caso, lasciando il posto al giovane vicesceriffo Frank Murphy, che nel tentativo di far luce sulla vicenda, si troverà in un vortice di pericoli, intrighi e colpi di scena che lo metteranno a dura prova…

 
LINK
 
 
 
Estratto 2
 
Luca Alessi vi aspetta su amazon.
 
A PRESTO
DANIELA

03 ottobre 2017

AUTUNNO IN CUCINA : LE ZUCCHE

 

IN CUCINA CON DANIELA

 
 
E' arrivato il tempo delle zucche, colorate, profumate, dolci e buonissime. Io le adoro, le mangerei ogni giorno, voi le conoscete?
 
 

 
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LA ZUCCA SPAGHETTI

 
 
La zucca spaghetti,  è una zucca  di colore giallo e forma ovale. L'origine di questa coltura è sudamericana. Viene raccolta nella stagione autunnale e può essere conservata anche per qualche mese. Ciò che rende questa zucca molto particolare è che la polpa che una volta cotta, viene raschiata con una forchetta e si trasforma in striscioline compatte molto simili agli spaghetti. Ha un gusto delicato, assolutamente da provare.
Secondo i nutrizionisti è ricca di nutrienti e grazie al suo basso contenuto di carboidrati, circa 10 grammi per porzione rispetto ai 45 grammi di una porzione di pasta o riso, è una valida alternativa agli spaghetti di pasta.
 
 
COME SI CUCINA
 
Questa zucca può essere cotta in forno e in pentola a pressione. Io amo la versione al forno ed è questa che voglio proporre.
 
Ingredienti ( per 2 porzioni ):

1 zucca spaghetti
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
2 rametti d timo fresco
1 cucchiaio di paprika dolce
1 pezzo di porro da 3 o 4 cm
pepe bianco ( o altro pepe macinato fresco ) qb
sale qb
formaggio di vostro gradimento che si sciolga in forno
zenzero fresco grattuggiato

Procedimento:

Tagliate a metà la zucca  ed eliminate i semi. Condite le due metà con sale e olio, le foglioline di timo ed il pepe. Infornate a 200° in una teglia rivestita di carta forno. Dopo circa 20 minuti rigirate la zucca appoggiando la polpa sulla carta.
Per completare la cottura ci vorranno circa 40 minuti, controllate che la polpa sia tenera se necessario aumentare di qualche minuto il tempo di cottura.
A questo punto lasciate raffreddare leggermente la zucca e aiutandovi con una forchetta raschiate la polpa dalla buccia.
Raccogliete gli "spaghetti" di zucca in una terrina con il porro precedentemente tagliato a rondelle e stufato in acqua e olio, la paprika, lo zenzero e il formaggio. Mescolate bene e riempite le due metà di zucca. Rimettete in forno funzione grill a 180° per conferire una bella doratura.
Servite immediatamente spolverando, se di vostro gusto, con paprika.
 
BUON APPETITO
 
Daniela
 


Cari nonni...



Il 2 ottobre è la festa dei nonni. In Italia è stata ufficializzata nel 2005 dal Parlamento, ma l'idea di un giorno nazionale da dedicare ai nonni è venuta da una casalinga americana, madre di 15 figli e nonna di 40 nipoti.
Questa festa nasce come riconoscimento del ruolo dei nonni, figure spesso insostituibili e fondamentali all'interno di molte famiglie.
I nonni rappresentano le coccole, il rifugio, il porto tranquillo e sicuro di molti bambini.
Rappresentano in molti casi la saggezza e l'esperienza e sono quella fonte inesauribile di amore e pazienza.
I nonni sono complici e custodi di segreti, molto spesso compagni di giochi.
Se un bambino non ottiene un gioco da un genitore, senza dubbio la prima persona a cui lo chiede è il nonno e con molta probabilità lo ottiene.
L'inno ufficiale per la festa dei nonni è "Tu sarai" di Walter Bassani.

https://www.youtube.com/watch?v=1r0fkP23zNs

Come sempre abbiamo chiesto ai membri di Sognatori Erranti di condividere i ricordi legati ai nonni.

Clara Cerri ci ha raccontato che... "I miei nonni erano fantastici. Il nonno paterno l'ho perso presto, aveva una vena comica eccezionale ed era capace di imprese geniali e bizzarre, ma aveva passato tutta la vita a combattere contro la depressione, come ha confessato in un diario che ha lasciato ai suoi figli e nipoti. Il mio nonno materno mi ha fatto da padre per un po', era molto burbero ma pieno di inventiva, non c'era oggetto o marchingegno di casa cui non mettesse mano. La nonna paterna era una forza della natura, con un senso dell'umorismo un po' feroce, sempre pronta a cantare e a scherzare (la ricordo a 80 e rotti irrompere in una nostra festa mascherata vestita da Sandokan...). La nonna materna mi ha fatto da seconda mamma: era instancabile e ha tenuto insieme la mia sgangherata famiglia fino a che le è rimasto un briciolo di forza. La mia infanzia non è cominciata sotto gli auspici migliori (ho perso mio padre a tre anni), ma grazie ai miei nonni è stata circondata di cure e di amore" .

Irene Milani ha voluto ricordare i suoi nonni nei libri che ha scritti. E' un modo per ringraziarli dell'amore che ha ricevuto.

"I miei nonni erano fantastici. Il nonno paterno l'ho perso presto, aveva una vena comica eccezionale ed era capace di imprese geniali e bizzarre, ma aveva passato tutta la vita a combattere contro la depressione, come ha confessato in un diario che ha lasciato ai suoi figli e nipoti. Il mio nonno materno mi ha fatto da padre per un po', era molto burbero ma pieno di inventiva, non c'era oggetto o marchingegno di casa cui non mettesse mano. La nonna paterna era una forza della natura, con un senso dell'umorismo un po' feroce, sempre pronta a cantare e a scherzare (la ricordo a 80 e rotti irrompere in una nostra festa mascherata vestita da Sandokan...). La nonna materna mi ha fatto da seconda mamma: era instancabile e ha tenuto insieme la mia sgangherata famiglia fino a che le è rimasto un briciolo di forza. La mia infanzia non è cominciata sotto gli auspici migliori (ho perso mio padre a tre anni), ma grazie ai miei nonni è stata circondata di cure e di amore"

Le esperienze raccontate da Clara e Irene ci parlano di nonni-genitori, nonni che hanno preso il posto di un genitore, svolgendo un ruolo importante nella crescita e nella formazione del nipote.


Anch'io conservo un dolcissimo ricordo dei miei nonni. Mi hanno dato tutto quello che potevano in termini di amore, affetto, esperienza. Di loro ricorderò i loro racconti dei tempi lontani, di una vita  forse non facile, ma semplice e vera.
Ricorderò per sempre mio nonno ascoltare i suoi 33 giri di opera e operetta e mia nonna cantare Morandi e ballare Casadei.
Di mia nonna ricorderò i suoi innumerevoli proverbi che, come diceva lei, non sbagliavano mai.
A lei, che ho perso da tre anni ho dedicato una poesia.

Capelli argentei
in un volto solare
Occhi profondi
colore del mare.
Allegria, dolcezza e amore
solo questo custodiva il tuo cuore.
Musica, suoni, grandi ballate
giochi, amici, allegre risate.
Profumo di zagara e di pulito
coccole e affetto da te ricevevo
senza muovere un dito.
questo mi resta in fondo al mio cuore
e ti ricorderò sempre
con tanto amore.

Dimostrate ai nonni finché sono in vita l'amore che provate per loro, basta poco per regalare un sorriso e un'enorme felicità.


Silvia M.