18 settembre 2019

Recensione "Lacrime di farfalla" di Francesca Rossini


Chiara, una laurea da preparare e un futuro fatto di mare, amicizie e il ragazzo che ha sempre desiderato. Ma la vita beffarda cambia tutto all’improvviso. Il mondo le crolla addosso con una sola parola: carcinoma.
Tutto appare diverso, ostile: gli amici, i parenti, la quotidianità. Unico rifugio in un incontro furtivo nel luogo più cupo: l’ospedale. Davide è speciale: crea forme incantate con pezzetti di carta e scrive frasi che fanno battere il cuore, Chiara con lui ritrova se stessa, togliendo la maschera che indossa con gli altri. Ma cosa nascondono gli occhi imperscrutabili di Davide? Cosa riserverà il destino per loro?
Uno sguardo gettato sulla malattia e i suoi retroscena, ma anche una storia d’amore, che può scattare, sempre, ovunque, sfidando l’impossibile.

Recensione


Chiara ha una vita normale. Una laurea in vista, una famiglia numerosa e rumorosa e un fidanzato che ritiene essere troppo per lei. Lui è troppo bello, troppo ambito e troppo corteggiato e lei non si ritiene all’altezza. È molto critica con se stessa, non si ritiene bella né attraente. Vive la vita con la leggerezza dei suoi anni: l’amica di sempre, le feste, i giorni al mare.
Un giorno però tutto cambia. Fa un controllo medico e qualcosa non va nella sua tiroide. Da lì viene catapultata in una realtà che credeva appartenesse solo agli altri, quella della malattia, degli ospedali, delle cure, dell’intervento chirurgico. La malattia rappresenta nella vita di Chiara una sorta di spartiacque. In ospedale, Chiara conoscerà il mondo degli ammalati e del dolore, così lontano dalla spensieratezza a cui era abituata, un mondo che sa tuttavia essere solidale. E in ospedale incontrerà Davide, un ragazzo che saprà starle vicino in modo discreto rendendo il periodo dei controlli, del ricovero e dell’intervento un po' più leggero. C’è un abisso tra Davide e il suo fidanzato che con la malattia si è eclissato, schiacciato da qualcosa troppo grande da sopportare.
Chiara imparerà a conoscere Davide senza comprendere il motivo della sua permanenza in ospedale. La conoscenza diventerà una bella amicizia fino a trasformarsi in un grande amore. Un amore che diventerà ancora più grande quando Chiara scoprirà la malattia di Davide.
Chiara nella malattia cresce, si trasforma da ragazza spensierata a donna, una donna capace di amare, di soffrire, di decidere, capace di non crollare. Chiara saprà essere la sua forza e quella del suo uomo.
Il libro è un grido di dolore e al tempo stesso trasmette un messaggio forte di speranza.
Nella malattia bisogna trovare la forza di reagire, bisogna non perdere la speranza di guarire e la fiducia nei medici e nella medicina.
L’epilogo, profondamente ottimistico, rispetto allo sviluppo dei capitoli, vuole essere proprio un inno alla vita e al dono di riceverla.
In più lo stile è semplice e lineare, la trama ben costruita. Non si perde mai il filo del discorso nonostante i molti personaggi citati. Ogni singolo personaggio è ben delineato così da risultare vero e credibile.
La valutazione non può che essere positiva.

Silvia M.





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